Il futuro del Gruppo Celi di Vascigliano di Stroncone, azienda storica specializzata negli arredi per la nautica di lusso e controllata dal 2023 dal gruppo di Marina di Carrara, resta strettamente legato alle sorti di The Italian Sea Group (TISG), il gruppo nautico finito in crisi già nel febbraio 2026, quando erano emersi i pesanti extracosti sulle imbarcazioni in costruzione.
Secondo quanto riportato da Umbria24, il 29 ottobre TISG valuterà le offerte di acquisto pervenute entro il termine fissato al 19. Il Tribunale di Firenze tornerà a pronunciarsi sulla situazione il 28 ottobre. Nel frattempo, il sindacato Fillea Cgil Umbria ha espresso preoccupazione per la continuità produttiva e occupazionale della Celi, chiedendo l'apertura di un tavolo di confronto con la prefettura di Terni e la Regione.
Secondo quanto ricostruito dal Corriere della Sera, il gruppo di Marina di Carrara ha ricevuto cinque proposte, con differenti perimetri di acquisizione: alcune delle offerte, infatti, includono anche la Celi. Tra queste figura quella della holding Sri Global Limited, guidata da Giulio Gallazzi e Bernardo Vacchi, che ha presentato un'offerta vincolante da 260 milioni di euro per rilevare le attività industriali di TISG, compresa la Celi.
Nel dettaglio, l'offerta di Sri Global prevede 220 milioni per l'acquisizione delle attività industriali e 40 milioni per sostenere la ripartenza operativa del gruppo. Il piano industriale allegato all'offerta punta a raggiungere ricavi per 376,7 milioni di euro entro il 2031.
Il quadro finanziario del gruppo resta tuttavia molto complesso: al 31 agosto 2026, secondo i dati riportati dal Corriere della Sera, TISG presentava un patrimonio netto negativo per 422,6 milioni di euro e una perdita di 46,1 milioni nei primi otto mesi dell'anno.
Tra le altre manifestazioni di interesse figurano quelle del Polo Nautico Carrara, sostenuto da Sanlorenzo, e del gruppo Baglietto. Sempre secondo il quotidiano, anche Fincantieri avrebbe presentato un'offerta, mentre Azimut-Benetti avrebbe inizialmente mostrato interesse senza confermare successivamente la propria disponibilità. Non è chiaro, tuttavia, se tutte queste offerte comprendano anche lo stabilimento umbro.
L'amministratore delegato di TISG, Giovanni Costantino, ha rivendicato il lavoro svolto per scongiurare la dispersione del patrimonio industriale. La vicenda giudiziaria che coinvolge il gruppo riguarda, tra le altre, la contestazione della legittimità della propria situazione patrimoniale e degli assetti di governance.