Il 30 ottobre 1941 nasce la Snam, Società Nazionale Metanodotti, fondata dall'Ente Nazionale Metano costituito l'anno precedente insieme a Agip, Regie Terme di Salsomaggiore e Surgi, le più importanti società del settore, per il trasporto del metano. Oggi l'azienda è guidata da Agostino Scornajenchi e si appresta a realizzare un piano di investimenti da 14 miliardi di euro.
La storia della Snam si intreccia con la trasformazione dell'energia in Italia, dai primi gasdotti alle grandi infrastrutture che attraversano il Paese e collegano l'Europa, fino alle nuove rotte del gas e all'idrogeno. Dalla ricostruzione post-bellica alla crisi ucraina, la rete di metanodotti ha garantito continuità di forniture energetiche e sicurezza in un periodo di forte crisi internazionale, diventando un'infrastruttura fondamentale per il Paese e contribuendo a far diventare l'Italia un hub strategico per l'Europa e il Mediterraneo.


La scoperta del metano in pianura padana e l'avvio della metanizzazione

Nel dopoguerra, la scoperta del metano nella Pianura Padana segna il punto di svolta per la metanizzazione dell'Italia. Tra il 1944 e il 1949, le scoperte di Caviaga e Cortemaggiore imprimono una forte accelerazione allo sviluppo della rete di metanodotti. I gasdotti collegano la Pianura Padana ai principali distretti industriali del Nord e del Centro Italia, alimentando la crescita economica del Paese. La rete cresce rapidamente, passando da 257 chilometri nel 1948 a oltre 700 chilometri nel 1950 e 2.000 chilometri nel 1952. È l'inizio di una rete che oggi attraversa il territorio nazionale, collegando sistemi energetici, imprese e consumatori.


Enrico Mattei e la rivoluzione dell'energia in Italia

Il 28 aprile 1945, Enrico Mattei viene nominato commissario straordinario dell'Agip. In pochi anni, Mattei rivoluziona la gestione dell'azienda, puntando sui giacimenti della Pianura Padana e avviando una strategia di infrastrutturazione energetica nazionale. Nascono la rete dei metanodotti e gli accordi con i Paesi produttori di Medio Oriente e Africa, sfidando l'oligopolio delle multinazionali. Nel 1961, la rete del gas assume una dimensione nazionale, contribuendo allo sviluppo industriale del Sud Italia. Mattei dichiara alla televisione che, grazie al gas, il Sud "cessa definitivamente di essere una regione svantaggiata", segnando un punto di svolta per l'economia meridionale. Nel 1961 la produzione di metano raggiunge 6,5 miliardi di metri cubi, equivalenti a 18 milioni di metri cubi al giorno, alimentando la crescita industriale del Paese.

Fonti