Nella giornata del 28 Ottobre 2026, il Consiglio dei ministri ha approvato la manovra economica che introduce rilevanti modifiche al sistema tributario italiano, con particolare riguardo alle aliquote fiscali applicate ai settori bancario e assicurativo. La relazione tecnica è stata illustrata dal viceministro dell’Economia, durante l’audizione in Parlamento.
Il provvedimento prevede un incremento dell’aliquota dell’Ires, l’imposta sul reddito delle società, che per il comparto bancario sale dal 27,5% al 30,5%, mentre per il settore assicurativo passa dal 24% al 27%. L’aumento, pari a 3 punti percentuali, rappresenta un elemento centrale della riforma e si inserisce in un quadro di modifiche fiscali più ampio, volto a ridefinire il carico tributario per specifici comparti economici.
Oltre all’Ires, la manovra interviene anche sull’Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive, attraverso una revisione delle deduzioni applicabili alle spese amministrative e agli ammortamenti dei beni strumentali. In particolare, si riduce la possibilità di deduzione, con un regime di imponibilità che passa dal 90% al 30%, comportando quindi un abbattimento della deduzione stessa. Questo cambiamento incide direttamente sulla base imponibile e, di conseguenza, sull’importo complessivo dell’imposta dovuta.
Il relatore ha inoltre precisato che, in merito alla normativa sull’iperammortamento, le disposizioni previste restano in vigore fino al 2028. Questo regime consente alle imprese di maggiorare gli ammortamenti ai fini della determinazione del reddito imponibile, introducendo, però, un meccanismo che ha richiesto aggiustamenti per evitare effetti distorsivi sul gettito fiscale.
Tra le misure delineate, è stato evidenziato che l’intervento non coinvolge indistintamente tutte le realtà finanziarie. Sono infatti escluse le società di gestione dei fondi comuni di investimento e le società di intermediazione immobiliare, che non rientrano nell’ambito applicativo delle nuove disposizioni in materia di Ires e Irap.
La manovra si colloca in un contesto di riforme fiscali mirate a modificare la tassazione per specifici settori, con l’obiettivo di aumentare le entrate fiscali e di influenzare la redditività netta delle banche e delle assicurazioni.